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altri "DETTAGLI"

J CARRELLO BICICLO
Motore al massimo, un colpetto di cloche a picchiare , piccoli ritocchi con il direzionale, decollo. Questo se tutto va bene. Se, invece, il modello comincia a fare delle vergognose piroette su una sola ruota, controllate la convergenza. Le due ruote, infatti, devono convergere in avanti di qualche grado. (Ci sarà, almeno spero, qualcuno che non lo sapeva).

J IL MISTERO DEL FILO "NERO"
Se avete un radiocomando da molti anni, diciamo "anziano", e non avete mai sostituito i pacchi delle batterie NICAD, è consigliabile controllare il FILO NERO (o di altro colore) collegato al lato negativo delle suddette batterie. Infatti, col tempo, e, soprattutto con l'inattività, per effetto galvanico, o come altri sostengono, a causa di piccole perdite di elettrolita, il filo viene corroso sotto l'isolante e diventa nero verdastro, fragile, ed è molto facile che si interrompa del tutto. E' importante fare questo controllo specialmente all'interno del trasmettitore, dove la corrosione può facilmente estendersi ad altri componenti e provocare danni irreparabili. (Il WebMaster del sito consiglia di controllare spesso anche il FILO NERO dell'interruttore del modello e delle batterie, in quanto anch'essi sono soggetti alla corrosione di cui sopra).

J DURATA DEL VOLO ELETTRICO
Una semplice formula per calcolare quanti minuti potremo volare con un modello elettrico è la seguente: C/(M/60), dove C è la capacità della batteria in AMP/ORA e M sono gli Ampere assorbiti da motore con il modello fermo. Esempio: batteria da 1700 mAh, consumo motore 20 Ah. Avremo: 1,7/(20/60)=5,1 minuti. A questo tempo va aggiunta una percentuale che dipende dalla velocità alla quale vola il modello, in quanto più è alta la velocità, più aumentano i giri del motore, perchè l'elica incontra una resistenza minore, e, conseguentemente, diminuisce il consumo. In modelli "normali" si può prevedere un aumento fino al 20%. SEMPRE A SPANNE, ovviamente.

J COME NON USARE LO SCOTCH
Quello liquido, ovvero il whisky, usatelo come volete, ma quello a nastro, trasparente e colloso (una delle più grandi invenzioni del secolo), NON è adatto a delimitare le righe o i raggi che vengono verniciati sui nostri modelli, in quanto, essendo abbastanza rigido, lascia penetrare piccoli filetti di vernice che rovinano l'aspetto finale. Molto meglio usare nastri morbidi e gommosi, tipo nastro isolante, che permettono di ottenere righe perfette, specialmente se si passa una lama sulla giunzione nastro/vernice prima del distacco, cha va fatto prima che la vernice sia secca.

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Ringrazio la gentile disponibilità di Cesare de Robertis, Direttore Editoriale di MODELLISMO, che mi ha rilasciato l’autorizzazione a pubblicare brani della rubrica di "Jul".